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Quando guardo i miei figli c’è una domanda che mi rimbalza in testa in continuazione:

Cosa faranno da grandi? Che uomini o donne saranno?”

Ovviamente, mi regalo la risposta che la mia testa vuole sentire:

Bhè, sicuramente diventerá una persona onesta, sicuramente sará felice…FORSE.”

Proprio quando il dubbio ruba spazio alla certezza c’è una nuova idea che pianta la tenda nella nostra testa di genitori, un pensiero che non ci abbandonerà mai più, diciamo che se fossimo una azienda potrebbe essere la nostra mission:

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“…adesso i bambini non sono come eravamo noi…
adesso sono incapaci di giocare…
noi giocavamo per interi pomeriggi con poco e niente ed eravamo felici!
Adesso hanno tutto e sono annoiati.”

“E’ vero! Ma ti ricordi che passavamo dei pomeriggi interi a giocare fuori,
eravamo tutti magri e svegli!
Che bei momenti, pensa se i bambini di adesso giocassero come noi…
senza tutti quegli aggeggi che li imbambiscono.”

“Noi sì che aravamo felici!”

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Elena Baraldi, biologa nutrizionista KreativaMente.

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“Sto giocando! Non c’è niente da ridere…”
Guardo i miei figli giocare e come in un fumetto immagino di poter leggere questa frase uscire dalla loro testa.

Serio,
Concentrato sull’obiettivo,
Motivato,
Attento,
Imperturbabile,
Con grande capacità di risolvere problemi…

E’ così che vorremmo vedere nostro figlio mentre fa i compiti,
è così che l’azienda per cui lavorerà lo vorrà quando sarà adulto,
è così che noi genitori vorremmo che il mondo parlasse di lui.

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C’è mezzo pianeta che separa Miami in Florida da Basilea nel nord della Svizzera,
 ma se è la mente a viaggiare e non macchine o aerei…la distanza si colma in un secondo,
 o meglio non si misura più in kilometri
 ma in ricordi, sudore, fatica, gioie, lacrime e sangue.

oppure lo svizzero l’avrà misurata in vittorie?

Ma quante vittorie servono per colmare un viaggio da Basilea a Miami che è iniziato nel 1990?
1…100…1000?

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Il tablet è uno strumento perfetto per giocare, per estraniarsi dall’ambiente circostante, per leggere e imparare, per navigare in Internet e per abitare la parte abitata della rete, per socializzare con il libro delle facce (Facebook) e per cinguettare (Twitter).Il successo del tablet nelle fasce di età prescolare è stato determinato dallo sviluppo esponenziale di applicazioni per bambini. Su iTunes queste applicazioni ( raggruppate sotto il termine ‘esagerato’ di Education )sono già più di 40.000 e megliaia sono quelle disponibili sullo store di Google.
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Più facile far uscire un’intera curva da San Siro dopo il Triplete che far uscire un bambino dall’acqua di una piscina.

“Basta!…adesso andiamo su!”
Quante volte noi genitori pronunciamo (invano) questa frase che tuona come una dichiarazione di guerra.
“ancora un pochino…dai mamma…ancora un pochino…”

Ma come mai? Questo amore perso nella notte dei tempi tra acqua e bambini.
(solo quella delle piscine, per fare la doccia serve essere persuasori col brevetto).

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